Consulenza strategica: prima capire, poi scegliere

Spesso quando cerchiamo una soluzione abbiamo già in mente uno strumento: un nuovo sito, una campagna, un software o l’IA. Con il Primo confronto strategico OONTHE partiamo invece dal problema, dagli obiettivi e dalle risorse disponibili, per capire quale strada abbia senso seguire prima di investire.

STRATEGIA & BUSINESS

Giovanni Votta

9/5/20263 min read

Prima capiamo il problema, poi scegliamo insieme la strada da seguire
Prima capiamo il problema, poi scegliamo insieme la strada da seguire

Prima dello strumento viene il problema: perché offriamo 50 minuti di consulenza gratuita?

Quando un’imprenditore ci contatta, spesso ha già una richiesta abbastanza precisa. Vuole rifare il sito, migliorare la presenza sui social, avviare una campagna pubblicitaria, introdurre un CRM, automatizzare alcune attività oppure capire come integrare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

È normale. Quando vediamo qualcosa che non funziona cerchiamo una soluzione e, soprattutto in ambito digitale, di soluzioni disponibili ce ne sono fin troppe.

Il punto è capire se quella che abbiamo individuato risponde davvero al problema.

È una questione sulla quale in OONTHE ci siamo interrogati diverse volte, anche perché sarebbe sicuramente più semplice prendere la richiesta del cliente, preparare un preventivo e realizzare ciò che ci viene chiesto. Se qualcuno vuole un nuovo sito, vendiamo un sito. Se chiede la gestione dei social, proponiamo un piano editoriale. Se vuole introdurre l’IA, cerchiamo lo strumento più adatto.

Ma cosa succede se il sito non è il problema?

A volte arriviamo con la soluzione prima ancora di aver definito il problema

Prendiamo un caso abbastanza comune. Un’azienda ha un sito che riceve poche richieste di contatto e decide che è arrivato il momento di rifarlo.

La conclusione sembra logica, ma prima sarebbe utile capire perché quelle richieste non arrivano. Il sito riceve abbastanza visite? Le persone che arrivano appartengono al pubblico giusto? L’offerta è comprensibile? Il percorso verso il contatto funziona? L’azienda ha un posizionamento sufficientemente definito? E, banalmente, qualcuno sta portando traffico verso quel sito?

Potremmo rifarlo completamente e ritrovarci qualche mese dopo con un sito più bello che continua a ricevere poche richieste.

Lo stesso ragionamento vale per molte altre attività. Un’impresa potrebbe investire nei social quando avrebbe bisogno prima di definire meglio la propria offerta, acquistare un CRM senza avere un processo commerciale organizzato oppure introdurre un’automazione che fa risparmiare pochi minuti al mese e ne richiede molti di più per essere mantenuta.

Con l’intelligenza artificiale il fenomeno è diventato ancora più evidente. Ogni settimana nasce qualcosa che promette di ridurre tempi, costi o lavoro manuale e la tentazione di partire dallo strumento è forte. Ma una tecnologia interessante non diventa automaticamente una buona scelta aziendale.

C’è poi una seconda questione: chi dovrà gestire ciò che realizziamo?

Anche quando abbiamo individuato la soluzione giusta, resta un aspetto che spesso viene sottovalutato.

La soluzione è sostenibile? Un blog aziendale, per esempio, ha senso se esistono argomenti da trattare, un obiettivo editoriale e qualcuno che riesca a seguirlo nel tempo. Decidere di pubblicare quattro articoli al mese senza avere tempo per scriverli significa progettare qualcosa che difficilmente avrà continuità.

Potremmo allora ridurre la frequenza, formare una persona interna oppure affidare la gestione all’esterno. Non esiste una risposta identica per tutte le aziende perché cambiano budget, competenze, organizzazione e tempo disponibile.

Ed è qui che il costo di un progetto smette di coincidere con il prezzo scritto sul preventivo.

Un software economico che nessuno riesce a gestire rischia di costare più di una soluzione apparentemente più cara ma adatta all’organizzazione. Una piattaforma piena di funzioni che l’impresa non userà difficilmente rappresenta un buon investimento. Al contrario, in alcuni casi acquistare un servizio esterno per un’attività che l’azienda sa già svolgere internamente sarebbe semplicemente uno spreco.

Prima di decidere cosa fare, quindi, dovremmo capire anche quanto siamo realmente in grado di sostenere nel tempo.

Da questo ragionamento nasce il Primo confronto strategico

Abbiamo deciso di mettere a disposizione 50 minuti gratuiti perché spesso la parte più utile del primo incontro non è presentare OONTHE, ma ascoltare quello che sta succedendo dall’altra parte.

Ci interessa capire cosa vuoi ottenere, cosa oggi ti sta creando difficoltà, quali attività stai già portando avanti, quali strumenti hai a disposizione e quali risorse riesci a dedicare al progetto.

Da lì iniziamo a ragionare. Non significa che in 50 minuti troveremo la risposta definitiva a qualsiasi problema aziendale, sarebbe una promessa poco credibile. Possiamo però mettere ordine tra le informazioni, individuare alcuni punti che meritano attenzione e capire quale strada abbia senso valutare prima delle altre.

Ed è proprio per questo che abbiamo scelto di rendere gratuito il primo confronto: prima di proporti un servizio vogliamo capire se quel servizio ti serve.

E se la risposta fosse “non comprare nulla”?

Va bene. Anzi, è una delle possibilità che vogliamo mantenere sul tavolo.

Dal confronto potrebbe emergere che il progetto ha senso e che OONTHE ha le competenze per seguirlo direttamente. In altri casi potremmo aver bisogno di integrare uno specialista esterno mantenendo la regia del progetto, oppure potrebbe essere più conveniente formare qualcuno all’interno dell’azienda. Potremmo anche accorgerci che gli strumenti esistono già e che serve riorganizzare il modo in cui vengono impiegati.

E qualche volta la decisione migliore sarà aspettare.

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